Paradontologia
La malattia parodontale è una malattia multifattoriale di origine batterica la cui patogenesi riconosce tra gli altri aspetti genetici, comportamentali ad es. (controllo domiciliare della placca batterica e fumo) e sistemici (diabete). La parodontite colpisce i tessuti di supporto del dente e si manifesta a livello clinico principalmente con i seguenti segni: sanguinamento, ascessi ricorrenti, alitosi, iper-mobilità dentale.
L’indagine accurata dei fattori di rischio e la diagnosi appropriata sono basi fondamentali per pianificare un piano di cura personalizzato con la finalità di ripristinare e mantenere i tessuti parodontali in condizione di salute.
La prima fase della terapia è di tipo non chirurgico, chiamata anche terapia causale, perché mira alla rimozione dei fattori irritativi locali ( tartaro e placche ).
Questa terapia viene eseguita in più fasi e viene completata in seguito a più appuntamenti che possono variare a seconda delle problematiche del singolo paziente.
Dopo aver istruito il paziente circa una corretta igiene orale, viene compilato una cartella paradontale, dove vengono inseriti una serie di dati che vengono rivalutati a distanza di un mese. Solo allo scadere di questi 30 giorni si valuterà se il problema è stato risolto o se il paziente necessita di una terapia chirurgica.
La parte chirurgica che spazia dalla chirurgia resettiva (che mira a eliminare i difetti ossei ripristinando una anatomia corretta e mantenibile nel tempo) alla chirurgia rigenerativa (che tende a rigenerare il supporto parodontale perso); fino alla chirurgia plastica gengivale per ristabilire condizioni anatomiche corrette dei tessuti molli e ridare al sorriso le corrette proporzioni armoniche.
La malattia paradontale rappresenta una patologia cronica ad elevata incidenza, essendo presente nel 30-40% della popolazione italiana; ed in forma grave nel 10-15%. Ne distinguiamo diverse forme:
la gengivite è una malattia infiammatoria reversibile che colpisce i tessuti superficiali limitandosi alla gengiva; la parodontite al contrario, è una malattia irreversibile che colpisce i tessuti profondi e si manifesta con l’aumento della profondità del solco gengivale che identifica le tasche gengivali con la perdita di attacco clinico e con il riassorbimento osseo visibile dalle radiografie.
La malattia parodontale si accompagna ad una sintomatologia limitata, e quindi può insorgere e progredire in maniera silente. Per questo motivo è fondamentale sottoporsi regolarmente a visite di controllo, in cui il professionista è in grado di arrivare ad una diagnosi precoce, evitando l’insorgenza di sintomi tipici della malattia avanzata, quali ad esempio, l’ipermobilità dentale. Solitamente, i principali segni che possono far sospettare la presenza della malattia sono:
- Le gengive arrossate
- Sanguinamento post spazzolamento o spontaneo
- Presenza di gengive ritirate su alcuni denti o in tutta la bocca.



Alitosi (alito cattivo)
L’alito cattivo è lo sgradevole odore emesso durante la respirazione e viene spesso associato a scarsa igiene orale.
- Quali sono le cause?
- Come combattere e prevenire l'alitosi?
L'alitosi può colpire individui di qualsiasi età e sesso, anche se, con l’avanzare degli anni, potrebbe presentarsi con maggior frequenza. La persona interessata tende a sentirsi in imbarazzo nel parlare e socializzare perché teme che l’interlocutore si accorga del cattivo odore.
- Alitosi orale
- Alitosi extra-orale
L’alitosi orale è causata dall’accumulo di placca batterica sulla lingua, ma anche da fattori come carie e fumo.
L’alitosi extra-orale è scatenata da problematiche del sistema digestivo, dei reni e del fegato.
Quali sono le cause?
A scatenare l’alito cattivo possono essere fattori patologici e fattori extra patologici.
I fattori patologici sono:
- Cattiva e quindi presenza eccessiva di placca nel cavo orale
- Infezioni batteriche
- Malattie del sistema digerente
- Malattie del sistema respiratorio
- Stress
I fattori non patologici sono:
- Alitosi del mattino
- Età
- Farmaci
- Fumo
- Alimentazione
Questo ultimo aspetto incide particolarmente: è noto che alcuni alimenti (aglio, cipolla, latticini, caffè) influenzano l’odore del nostro respiro, come anche condurre una dieta restrittiva e poco varia.
Nella maggior parte dei casi l’alitosi è dovuta a residui di cibo nel cavo orale che stimolano reazioni chimiche negli spazi tra i denti e nella parte posteriore della lingua.

(Alitosi)
Come combattere e prevenire l'alitosi
Per combattere l’alitosi è necessario comprendere la causa scatenante.
In primo luogo non bisogna trascurare le pratiche di igiene orale domestico e dall’odontoiatra ed è quindi importante sottoporsi regolarmente alla pulizia dei denti professionale. In caso di apparecchi o dentiere è doveroso assicurarsi che siano sempre ben puliti.
Un cattivo sapore in bocca che persiste è spesso campanello d’allarme della presenza di malattie parodontali che, se non trattate, possono sfociare in infiammazioni alle gengive e alla mascella.
L’alitosi è una patologia che si può prevenire seguendo alcune accortezze:
- Rigorosa igiene orale: lavare bene i denti dopo ogni pasto utilizzando dentifricio a base di fluoro. Non dimenticare di spazzolare anche la lingua. Rimuovere i residui di cibo con il filo interdentale e con sciacqui a base di antibatterico almeno due volte al giorno.
- Non fumare o consumare prodotti a base di tabacco.
- Bere tanta acqua per mantenere la bocca umida
- Consumare caramelle e gomme da masticare (preferibilmente senza zuccheri) per stimolare la salivazione.
- Masticare lentamente
La prima persona a cui bisogna rivolgersi, se si soffre di alitosi nonostante si presti attenzione all’igiene orale, è il dentista. Solo il professionista può risolvere il problema, magari dovuto alla presenza di carie o ascessi.

(Alitosi)